thegatta

sabato, ottobre 22, 2005

                                                                                

zucchero

sale

salsa di soia

riso basmati

patate

spaghetti

caffè decaffeinato

farina Spadoni per la pizza

funghi champignon

nutella

mayò

fazzoletti di carta in scatola

coccolino classico

chinotto

 

Una sfida: trovare qualcosa di interessante da dire sulla mia lista della spesa. Premetto che vengo sempre accusata da mamma e sorella di non scriverla mai e dimenticare le cose fondamentali a vantaggio del superfluo. Il discorso è che ogni qualvolta io la scriva la dimentico sul tavolo. E poi vogliamo mettere quel brivido perverso che tiene impegnato il mio cervellino nella caccia al tesoro carrellata lungo le corsie, lasciandomi tentare dai prodotti esca pur essendo consapevole che sono seduzioni calcolate dal marketing? I supermercati che frequento io sono pochi e selezionati, evito accuratamente ipermercati da pattini a rotelle e claustrofobici centri commerciali dalle luci al neon che mi provocano un incontrollabile voltastomaco. Quindi ormai mi ci oriento bene, mi innervosisco agli spostamenti dei prodotti e saluto il personale: la mia psicologia contorta ne trae giovamento. Quindi zucchero e sale li trovo immediatamente, quel giusto contrasto per insaporire la vita quotidiana. Alla terza corsia, dopo un ingolosimento passeggero per il banco del pesce, mi cattura l’esotico della cucina fusion e non dimentico il basmati da rincorrere per la ciotolina con i miei raffinati bastoncini cinesi. Li inseguo almeno finchè mi scivolano addosso rivelando senza pietà le mie radici occidentali (anche se sto nel miracoloso nordest). La salsa di soia è una nostalgia da ristorante cinese, dove ci inzuppo i ravioli al vapore. Al momento, quel liquidino scuro mi dà immense soddisfazioni papillari. La rete pesante di patate serve, come gli spaghetti, per le cene con gli amici, quando preparo tanti gnocchi tra nuvolette di farina. Quindi equivalgono, nella mia testa, ad allegria e soddisfazione. Così come l’impareggiabile farina Spadoni per la pizza, con cui preparo delle focacce salate ricche di ogni ben di dio. Una delizia lievitante. Gli champignons invece mi piacciono crudi, salutari, con un filo d’olio, limone e, volendo, pure del pepe. Mettiamoci anche della bresaola e brindiamoci sopra con un Franciacorta. Il vino però non si compra al supermercato. Non mi piace vederlo involgarito dai prodotti circostanti. Il vino si sceglie in cantina, stringendo la mano ai vignaioli, perché così assume l’indiscutibile plusvalore dell’esperienza personale da condividere con i commensali. Ma qui sono di parte. Nutella e Mayò stranamente sono vicine di scaffale, morbidissime e deliziose ciotoline di perdizione cremosa… Un giorno una e il seguente l’altra. Sì.  Ecco poi, a sinistra della cartaigienica che rotola innamorata per la strada, la scatola magica, quella da cui estraggo quintali di fazzolettini impalpabili in qualunque condizione: film, lettura commovente, raffreddore, allergia… E compro anche il Coccolino Classico, l’ammorbidente profumato che scelgo immancabilmente dopo aver annusato i flaconi nuovi di tutti i colori, in un’esplosione di manghi, cocchi, noiosi marsigliati, fiori di pesco e troppa troppa lavanda.

Dulcis in fondo il chinotto. Giusto per tentare di digerire la vita.

E mi avvio alla cassa, dove mi suona sempre il telefono mentre studio una mai equilibrata composizione dei sacchetti.

Postata la lista della spesa. Come suggerivi tu che stai tra i vampiri…

postato da thegatta | 02:53 | commenti (17)

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