thegatta

lunedì, luglio 11, 2005

Shakera l’anca! Facile andare al concerto di Vasco Rossi, ormai lo hanno visto circa 5 o 6 generazioni di tortellini-rockers, albechiare, toffee con l’asciugamano sul divano, le espansive che vanno in giro con abbronzatissimi a causa di alfredo (qui dustin non c’entra però). Io l’ho visto appena diciottenne, non credo di migliorare quell’esperienza, quindi ho deciso di unicizzarla. anche a cena con lui non è stato male comunque. Dicevo? Quando parlo di lui perdo la trebisonda, ah già scrivevo del concerto. Ieri sono andata per la quinta volta a vedere i Capitan Jive (www.capitanjive.it) Beh, amici, con quei matti vi passa ogni pensiero. Sono un gruppo di amici ed abili musicisti che hanno scelto l’arboriana specie ed hanno sposato lo swing ad oltranza. Il Renzo li ha anche invitati alla trasmissione del sabato notte “meno siamo meglio stiamo e ne siamo fieri….” e non me li perdo mai. Ieri, dimentica del raffreddore da rinoceronte che mi affligge da dieci giorni, ero in canottiera e senza scarpe sull’erba del Sabbiadoro a gustarmi tutta la sana umidità notturna di cui godono tutti quei luoghi a due passi dalla spiaggia, soprattutto grazie al clima di lugliembre che ci affligge. La mia lavatrice mi odia: caldo caldo caldo e allora tira fuori canotte e shorts minimini e poi lava tutto per fare spazio al maglioncino di cotone, ai pantaloni lunghi e torna improvvisamente il sole che squaglia tutto…. Il mio armadio è nel delirio più totale. Il maglioncino di lana sta facendo la corte alla canotta con la schiena impudicamente scoperta e i pantaloni della tuta si sono invaghiti della mini rossa (che non è la cooper). I miei capi fornicano perché non ci sono più le stagioni educative di una volta. La foglia secca non disegna più l’autunno…  Ma torniamo alla swing. Impossibile resistere ed in breve io e Redbabe eravamo proprio sotto il palco a shakerare l’anca con l’applauso facile. Continuavo a pensare a tutte quelle volte che Angel si faceva un giretto sulle spalle di Capitan Contrabbasso, seguendo la filosofia del “sacco di patate”. Come al solito sono entrata a far parte dello show e mi sono trovata circondata da sax, trombone e quant’altro. Per me che sarei stata a meraviglia in “happy days” è sempre una bella realtà parallela. Non sembrava dello stesso parere il Puffo che, per tutta la durata del concerto, ha finto di non conoscerci, a parte quando ha buttato una gomma da masticare sull’erba sperando che l’avremmo pestata, visto che eravano a piedi nudi sull’erba (uh, Neil Simon sarebbe stato orgoglioso….) twistando senza tregua. Oggi ho male praticamente ovunque. Shakerare ha i suoi limiti, magari va meglio se mi trovo davanti ad un Martini cocktail… Comunque in caso vi capiti di seguire un loro concerto, oliatevi prima abbondantemente le giunture. Ne vale la pena. E per concludere un’anticipazione: avrei pensato di allevare un pipistrello. Ma di questo parleremo dopo la pubblicità.

postato da thegatta | 02:52 | commenti (12)

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