thegatta

domenica, novembre 21, 2004










Gatta Carbonara "Seguii in silenzio il carceriere. Dopo aver traversato parecchi anditi e parecchie sale, arrivammo ad una scaletta che ci condusse sotto i Piombi, famose prigioni di stato fin dal tempo della Repubblica Veneta. I così detti piombi sono la parte superiore del già Palazzo del Doge, coperta tutta di piombo. La stanza aveva una gran finestra, con enorme inferriata, e guardava sul tetto parimente di piombo della Chiesa di San Marco. Al di là della Chiesa, io vedeva in lontananza il termine della piazza, e da tutte parti un'infinità di cupole e di campanili" (S. Pellico)
Pochi hanno avuto la possibilità di visitare i Piombi per intero, quelli a cui si arrivava dopo aver goduto l'ultimo momento di libertà perduta tirando l'immancabile sospirone sul ponte dei Sospiri. I prigionieri, oltre a tutto il resto, erano anche le prime vittime dell'acqua alta che, spesso, allagava le celle anguste.
Non so bene perchè mi è venuto in mente tutto ciò ma sicuramente un senso ci sarà, nascosto negli anfratti della mia testolina. Il mio ritiro fisico e spirituale procede, tra lavoro e faccende domestiche, riflessioni e letture. In questi giorni il mondo fuori dalle mie finestre si muove senza che io contribuisca poi molto. Mi pare di essere dentro ad uno di quei vecchi film della Rko Pictures in cui per cambiare ambientazione, sostituivano lo sfondo. Non mi soprenderebbe per nulla svegliarmi e vedere il mio giardino bonsai tramutato in savana, con leoni, tigri e quant'altro. Oppure trovarmi ad ammirare lo skyline di NYC al posto della stradina di sassi-distruggi-tacchi-di-stivali. O ancora, alzando le tapparelle, vedere Nemo e Dori che nuotano e nuotano in mezzo ad un innumerevole confusione di sgombri. Mezzo cartone animato e mezzo realtà, com'era in Pomi d'ottone e manici di scopa. 
Oggi Susan Sarandon sarebbe invidiosa delle mie occhiaie, decisamente più fonde e fascinose delle sue. Se non mi passa l'insonnia mi ridurrò in un'ameba gelatinosa e qualcuno mi servirà come piatto forte in un ristorante cinese, tra gli involtini plimavera ed i gambeli flitti. E devo ancora trovare il coraggio di riporre i costumi da bagno, non riesco ancora a rassegnarmi all'inverno. Gatta pigrissima! In compenso ho rinnovato il mio bel curriculum nella versione internazionale: cat, kitten, chatte, Katze (anche se quest'ultimo non mi entusiasma...). Tamilla nei prossimi giorni avrà il suo bel daffare, ho trovato un sacco di contatti interessanti!
Lasciatemi ora fare un appello: dite a Marco Conidi che lo apprezzo ma  spieghi pure a qualche suo fan insistente che lasci perdere il tormento via blog. E che, non me ne voglia, preferisco Bungaro ed il suo Guardastelle:
E ho fantasia e posso anche volare
La fantasia lo sai ti fa volare
Guardastelle, guarda, in questo mare di stelle, mi perderò con te
Guardastelle, guarda, è un cialo di fiammelle, il buio più non c'è
Da qui, mi stacco da terra ad immaginare
Da qui, chissà se c'è un mistero grande da scoprire
Da qui, una libera preghiera per una pace da inventare


 























postato da thegatta | 07:09 | commenti (16)

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