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thegatta
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giovedì, aprile 17, 2008
IL DOMATORE, IL BAULE E L’OROLOGIO Lo vedo per la prima volta in collina quando, trafelato, entra nel locale di cui si occupa, portando addosso una quantità impressionante di bottiglie, bicchieri e viveri da sfamare un’intera città in piena alluvione. Occhi azzurri, capelli candidi, fisico imponente e una parlata italo-tedesca da sballo che lo fa assomigliare all’enorme bruco bavarese di A bug’s life, Heimlich. Ovviamente l’età è quella che riassume esperienze, saggezza e una scorta di vita impressionante. Quando inizia a raccontare la sua carriera di domatore nei principali circhi che conosciamo mi vengono i brividi, i segni delle creaturine da ammansire si notano perché, come dire, gli manca qualche apice di dito. Ma al momento in cui spiega che un orso bianco gli ha portato via un intero polmone con una carezzina, capisci che le emozioni di un lavoro tanto incredibile si pagano a caro prezzo. I viaggi in tutto il mondo, gli animali a cui è tanto affezionato e che gli mancano, le poche immagini che lo ritraggono magrissimo, senza frusta, davanti a tigri e leoni che eseguono i più incredibili esercizi fanno parte di una storia composta da un patchwork di momenti salgariani che nessuno di noi può neppure osare con la fantasia. Racconta aneddoti, di come l’unico animale che non sia riuscito a domare sia la donna, del figlio medico negli States. Lo incontro nuovamente altre due volte prima che, una mattina, mi sveglio con il suo sms che dice “ti voglio bene”. Sono commossa, anche io gliene voglio, è un gigante buono e, ogni volta che lo vedo, gli schiocco un bacione sulla guancia, abbracciandolo stretto stretto. Una sera, a cena, mi guarda il polso e mi chiede l’ora. Io non porto mai l’orologio. E lui che fa? Estrae dalla tasca un piccolo orologio dorato e mi dice: ora mettiti questo! Era di sua madre, me lo regala perché sua madre, prima di morire, gli ha detto di darlo a un’amica. E io, mi spiega, sono una cara amica. Ecco perché mi regala anche un enorme baule, pieno di lenzuola, asciugamani e altra biancheria per la casa, tutta nuovissima. E’ un regalo per te, mi dice. Aprilo. E gongola di fronte alla mia sorpresa nello scoprire tutte quelle cose. Un po’ un Natale fuori stagione. Va pazzo per la cucina cinese, mi chiama per sapere come sto e quando vado a trovarlo. Ieri mi ha chiamata per dirmi che deve tornare a Berlino il 5 maggio. Prima gli ho promesso un salutino, insieme ad Angel ovviamente. Sai, mi dice, l’animale a cui mi sono affezionato di più nella vita era una leonessa che mi adorava. E tu, gatta d’agosto, me la ricordi un po’. |
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