thegatta

domenica, agosto 20, 2006
CHOC
Tutto è iniziato in un assolato pomeriggio d’agosto in cui Sid ha visto Jesolo al contrario. Sì perché mentre quel terremoto di un orso stava spiccando il volo dalla torre del bungee jumping io stavo impazzendo in tipografia per uno dei consueti sforzi pubblicitari all’ultimo momento, condizione tipica di chi ha a che fare con qualsiasi realtà jesolana. Poi l’incontro visto al rallentatore: io che scendo dall’auto mentre il sole splende su questo spettacolo d’uomo emiliano, sopravvissuto al lancio documentato dalla telecamera. Insieme a lui la sua meravigliosa creatura e un gruppo vacanze al seguito. Sì perché ad assistere all’impresa sono arrivati anche Papo e gli amici della spiaggia, una spassosa comitiva con i quali abbiamo proseguito i festeggiamenti per lo storico blogger meeting agostano. Ci hanno poi raggiunti anche Angel, Alk e Scarpagialla (benvenuta in Splinder…) per un rapido spritz da pausa lavoro. C’è da dire che le foto non gli rendono merito, è decisamente più… Sid in versione live. E, sembra scontato, ma era come se ci conoscessimo da una vita, una vita di parole scritte, di telefonate, di sms a tutte le ore del giorno e, soprattutto, di notti agitate. Ora, non so se sia stato troppo per il mio fisico già stressato ma da quello sconvolgente evento tanto atteso gli acciacchetti sono andati rafforzandosi esprimendosi al meglio il giorno del mio 40. compleanno. Non stavo neppure in piedi e mi sentivo una schifezza, al punto che ho frantumato due crostate che ho prontamente riciclato in biscotti della serie “brutti ma buoni” e bruciato con tanto di fumo maleodorante una serie di crostini. Io che sono una cuoca sopraffina! Ho scoperto insomma che se sto poco bene non riesco a cucinare un bel niente. Ma la rivelazione che più ha rovesciato la mia convinta filosofia esistenziale è che avere 40 anni fa c****re. Nel vero senso della parola, perché da quel giorno sono a casa con un’influenza intestinale che il signor Imodium in persona sta pensando di assumermi quale testimonial per una nuova campagna pubblicitaria.
Ecco il commercial:
- Scena 1/ Soggiorno/Festa: io che piegandomi per una colica improvvisa mi schianto sulla torta mentre le 40 candeline vanno fondendo la crema chantilly e il pan di spagna al cioccolato, mentre i riccioli di gianduia colano impietosamente sulla tovaglia di lino
- Scena 2/Bagno: sempre io mentre cerco la confezione di Imodium nello scaffale bianco rovesciando scatola biscotti (ex) medicinali (ora)
- Scena 3/Sempre bagno: ancora io che sorrido mentre la nuova tecnologica compressina si scioglie sulla mia linguetta felpata e lancio il rotolo di cartigienica dalla finestra non accorgendomi che c’è la zanzariera che me lo risponde in pieno viso e srotolandosi nell’aria scrive “Imodium – e la festa continua”
- Scena 4/Di nuovo soggiorno/Di nuovo Festa: Suonano alla porta è un fattorino superfico che mi consegna una nuova torta sfavillante con pochissime candeline (non si sa mai) cumulative e che mi trova perfino più attraente
 
La cruda realtà è che l’Imodium io non ce l’avevo. E ho sofferto un bel po’ prima che Angel (God bless you!!!!) me ne portasse una confezione.
Sarà probabilmente con una sofferenza simile alla mia che la famosa contessa ha scritto il libro sui suoi primi 40 anni? A confortarmi i regali come la macchina professionale per fare la pasta che sto guardando per ora da lontano, libri, quaderni (da eterna scolaretta…) e tante matite colorate che sfrutterò al più presto, non appena i fermenti lattici vivi torneranno a popolare quel mio giardino interno sconvolto da uno tsnunami virale che pare stia mietendo parecchie vittime in questa perla dell’Adriatico. In compenso ho visto tanti bei film fino a farmi scoppiare occhi e testa e chiesto asilo politico a Lady Tramp.
Mi sono sollazzata anche con dei documentari americani in stile real life ambientati in un ospedale, in un manicomio, in un centro assistenza e in qualche quartiere degradato. Giusto per sollevarmi un po’ l’umore…. Vabbé diciamo che oggi sto un po’ meglio e questo è il lieto fine del post. Virus 0 – Thegatta quasi 1.
postato da thegatta | 19:30 | commenti (16)


giovedì, agosto 10, 2006

I COMPLEANNI

Prima di tutto la foto del post qui sotto si riferisce a un telefilm cult inglese “Father, dear father” che la Rai trasmetteva con il titolo di “Caro papà”. La produzione è la medesima di “George e Mildred” e lo humor made in England è imperdibile per coloro che amano il genere.

Continuo con il dire che la mia scarsa creatività del momento non mi consente che un post mensile che, per giunta, è anche poco ispirato. Sto vivendo un periodo piuttosto piatto, condito esclusivamente di lavoro. Mr Burns è pure troppo carino nei miei confronti, fossi in lui aprirei quella botola in cui fa cadere sempre Homer Simpson e chi gli dà fastidio alla centrale nucleare. La mia vita sociale è praticamente inesistente ma non ne sento la necessità, ho già abbastanza da fare a discutere con la mia testa matta. Temo si tratti di terrore da 40 anni incombenti, ma forse non me ne frega niente. Già perché ho appena scoperto che non ricordo nessuno dei precedenti compleanni. Completamente rimossi. Non ho memoria di torte, feste, regali. Ora che ci penso bene mi ricordo qualcosa in più dell’ultimo ma preferisco dimenticare anche quel poco. Non mi è piaciuto. Sarà per quello che li rimuovo o forse perché mi aspetto che accada qualcosa di bello, di diverso, di inatteso. E regolarmente non succede niente che mi entusiasmi. I regali non mi interessano anzi mi danno ansia, quell’ansia da aspettative altrui mentre scarto e mi sento scrutata da tutti, impazienti di scoprire se ciò che trovo mi piace o meno. E’ imbarazzante. Così trascorro quelle interminabili 24 ore in una specie di insoddisfazione crescente insieme al desiderio di essere da qualche altra parte. Il giorno dopo, se possibile, è ancora peggio. Sì lo so, ho bisogno di ferie.

Vediamo come potrei rendere migliore il 16 agosto:

- Cena a base di pesce crudo al Pedrocchino di Sacile

- Fortuito rinvenimento di computer portatile quasi nuovo abbandonato sull’autostrada del quale non si trovi in alcun modo il proprietario e quindi adottabile (discorso valido anche per tv maxi schermo e lettore dvd)

- Alcune ore da trascorrere in una libreria dove comprare tutti i libri le cui copertine mi attraggano in qualche modo. Senza limite di spesa. E così per i dvd, i cd, scarpe, vestiti, biancheria intima e vini

- Un cucciolo maschio di border collie bianco e nero (con i colori disposti a modo) con un enorme fiocco rosso che guaisce dentro una piccola cesta davanti alla mia porta (ai bisognini, peli in giro, notti insonni, passeggiate sotto la pioggia a tutte le ore ecc. ci si pensa poi…)

- Il Dolce Forno così si rimedia lo shock infantile

- Una torta tipo grattacielo nuziale in cui i diversi piani sono: meringata, cassata siciliana, cheese cake, sachertorte, crostata di fragoline di bosco e/o mirtilli, apple pie e qualsiasi cosa zuccherina mi venga in mente

- Due o tre giorni alla Subida, il paradiso personale mio e di Angel

Per il 16 agosto sarebbe abbastanza ma potrei continuare a riempire così tutti i giorni di agosto e dei mesi a venire. Se si sogna non ci sono limiti….

 

postato da thegatta | 02:47 | commenti (5)

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