thegatta

sabato, luglio 23, 2005

Porcellana look Non so come mai ma quest’anno sono più refrattaria del solito al sole ed alle frotte di turisti che si spiaggiano. Questo non mi preoccupa poi molto. Trovo molto poco chic la misurazione dei gradi di cottura che avviene quotidianamente intorno a me, quando le signorine accostano le braccia e si complimentano (mentirose!) a vicenda per il colorito ottenuto, informandosi con una convinzione maniacale su trattamenti, unguenti, doposole, anticloro, antisabbia, anticrespo, antirughe e quant’altro. E poi a settembre, viaggi tropicali a parte, ricominciano a son di lampade per un meraviglioso effetto “incartapecorito”. Non mi avrete. Preferisco coltivare delle rughe naturali, evitando il sole a picco delle 13.30 e la pelle che si stacca da quanto è bruciata. Preferisco di gran lunga il mare al tramonto, il relax e la meditazione per escogitare nuove collaborazioni giornalistiche. Quando arriverò a scrivere per un giornale che si intitola “Il tarlo” e si diletta a recensire i tronchi, fermatemi pure. Ma fino ad allora i periodici saranno gustose prede e studierò ad oltranza machiavelliche imprese per mettere alla prova lessico ed ortografia, fantasia e pazienza. Almeno finchè non avrò trovato l’Harry Potter dalle uova d’oro, grazie al quale soddisferò la mia bramosia da romanzo. Mi ci vedo nel Maine a risvegliarmi dagli incubi di Stephen King. A dire il vero gli incubi li ho già qui, sarò sulla buona strada? Per dirla tutta oggi ho assistito all’ennesima ignominia: accoglievano gli equipaggi della “trans alp” (che nonostante io non sappia bene cosa sia mi ispira)  sullo scenario di un panorama composto da quelle cose gonfiabili enormi e plasticose su cui abitualmente rimbalzano orde di bambini scalzi e scatenati. Lo trovo triste e dequalificante. Io mi sono trasferita qui principalmente per il mare e per rincorrere mr Burns ma anche perché trovavo questo luogo vivo, vivace, allegro, positivo, stimolante e quanto mai nottambulo. Aveva una dimensione umana. Ora se esci di notte e bevi un bicchiere di vino ti portano via la patente, se parcheggi in un luogo non consono (parcheggi a pagamento costosi e ticket a tempo micidiali) ti portano via l’auto, se parli fuori da un bar a voce over-sussurro ti chiudono il bar, la musica dal vivo è bandita quasi ovunque. Le discoteche da 21 circa sono praticamente ridotte a 3. Eventi culturali? Quasi inesistenti. E non mi soffermo sulle questioni più serie. Volevano dedicare un pezzo di lungomare a Maradona, si è scatenato un macello per l’immagine non proprio edificante del soggetto. Suggerisco un master in “riminite” o “riccionite”, perché prima di affrontare il corso di “ibizite” ce ne vuole. SVEGLIAAAAAAAAAA!!!! Ah già, ma arriva la Yespica a scivolare giù dal megascivolo ultragalattico... scusate.... ritiro tutto.

postato da thegatta | 16:00 | commenti (8)


giovedì, luglio 14, 2005

Questa è Jesolo!!!
Tratto da un articolo pubblicato ne Il Gazzettino di Venezia.
"Il figlio di Roberto Fassina noto commerciante di Cortina, come del resto fanno tutti i bambini del mondo, un giorno sul muretto che divide la spiaggia privata del condominio dove alloggia a quella pubblica, apre un pareo ci mette dei vecchi Topolino, braccialettini di perle, pigne colorate e poco più. Arriva però a guastargli la festa un vigilante che gli intima di andarsene chiedendogli nel contempo le generalità. Il piccolo si mette a piangere. È spaventato e non si rende conto di cosa può aver fatto di così terribile. In fin dei conti il mercatino lo fanno dappertutto. "

postato da thegatta | 05:11 | commenti (21)


lunedì, luglio 11, 2005

Shakera l’anca! Facile andare al concerto di Vasco Rossi, ormai lo hanno visto circa 5 o 6 generazioni di tortellini-rockers, albechiare, toffee con l’asciugamano sul divano, le espansive che vanno in giro con abbronzatissimi a causa di alfredo (qui dustin non c’entra però). Io l’ho visto appena diciottenne, non credo di migliorare quell’esperienza, quindi ho deciso di unicizzarla. anche a cena con lui non è stato male comunque. Dicevo? Quando parlo di lui perdo la trebisonda, ah già scrivevo del concerto. Ieri sono andata per la quinta volta a vedere i Capitan Jive (www.capitanjive.it) Beh, amici, con quei matti vi passa ogni pensiero. Sono un gruppo di amici ed abili musicisti che hanno scelto l’arboriana specie ed hanno sposato lo swing ad oltranza. Il Renzo li ha anche invitati alla trasmissione del sabato notte “meno siamo meglio stiamo e ne siamo fieri….” e non me li perdo mai. Ieri, dimentica del raffreddore da rinoceronte che mi affligge da dieci giorni, ero in canottiera e senza scarpe sull’erba del Sabbiadoro a gustarmi tutta la sana umidità notturna di cui godono tutti quei luoghi a due passi dalla spiaggia, soprattutto grazie al clima di lugliembre che ci affligge. La mia lavatrice mi odia: caldo caldo caldo e allora tira fuori canotte e shorts minimini e poi lava tutto per fare spazio al maglioncino di cotone, ai pantaloni lunghi e torna improvvisamente il sole che squaglia tutto…. Il mio armadio è nel delirio più totale. Il maglioncino di lana sta facendo la corte alla canotta con la schiena impudicamente scoperta e i pantaloni della tuta si sono invaghiti della mini rossa (che non è la cooper). I miei capi fornicano perché non ci sono più le stagioni educative di una volta. La foglia secca non disegna più l’autunno…  Ma torniamo alla swing. Impossibile resistere ed in breve io e Redbabe eravamo proprio sotto il palco a shakerare l’anca con l’applauso facile. Continuavo a pensare a tutte quelle volte che Angel si faceva un giretto sulle spalle di Capitan Contrabbasso, seguendo la filosofia del “sacco di patate”. Come al solito sono entrata a far parte dello show e mi sono trovata circondata da sax, trombone e quant’altro. Per me che sarei stata a meraviglia in “happy days” è sempre una bella realtà parallela. Non sembrava dello stesso parere il Puffo che, per tutta la durata del concerto, ha finto di non conoscerci, a parte quando ha buttato una gomma da masticare sull’erba sperando che l’avremmo pestata, visto che eravano a piedi nudi sull’erba (uh, Neil Simon sarebbe stato orgoglioso….) twistando senza tregua. Oggi ho male praticamente ovunque. Shakerare ha i suoi limiti, magari va meglio se mi trovo davanti ad un Martini cocktail… Comunque in caso vi capiti di seguire un loro concerto, oliatevi prima abbondantemente le giunture. Ne vale la pena. E per concludere un’anticipazione: avrei pensato di allevare un pipistrello. Ma di questo parleremo dopo la pubblicità.

postato da thegatta | 02:52 | commenti (12)


venerdì, luglio 01, 2005

Attaccheremo all’alba! Stavo cercando di capire cosa ci facevo io in quel locale vip&chic, circondata da gente con il sedere che diceva “rich”, borsette di vuitton che litigavano con pochettes di gucci, e fanciulli “d-squaredati” fino al midollo. E me lo chiedevo stupita mentre un grosso essere danzerino continuava a sussurrarmi con aria complice “attaccheremo all’alba! sì sì attaccheremo all’alba!”. Ne era molto convinto. Io guardavo Coso e Coso guardava Redbabe, poi tutti e tre ci siamo girati verso MrBurns che aveva accalappiato una fanciulla che sforma le magliette perfino più di me e non accennava a mollare la presa, colmandola di profonde saggezze sorseggiando l’immancabile Canadian scioglilingua. Nel frattempo il voluminoso ballerino, spinto dai fumi dell’alcol, ci confessava che era un fan del Burns, con lo sguardo di chi è su qualsiasi lista nera del mondo. Ecco come Mr Burns è riuscito a ridurre generazioni di nottambuli, ora nessuno di loro si diverte più. Rimpiangeranno per sempre quella “movida”. Il nostro eroe della serata continuava con “attaccheremo all’alba” anche quando ci spiegava che lui è “Luigino dei Catamarani” (mi è rimasto il dubbio che si tratti del componente di un gruppo di liscio oppure di un pirata con preferenze per assalti a quei natanti) finchè non ci ha convinti che sarebbe diventato il nostro inno dell’estate: “Summer 2005: Bafile Boulevard, Attaccheremo all’alba”. Da allora, molti dei nostri sms iniziano con i buoni propositi per un’offensiva, prima dopo oppure durante l’alba. Le truppe oggi, in ogni caso hanno abbattuto gran parte della siepe, sì ma hanno rischiato parecchie vittime sul campo, visto che il Burns, in un impeto pomeridiano, ha cominciato ad impersonare Edward Scissorhands circa verso le 14. Quando questa povera micia indifesa ha raccolto l’ultima fogliolina ha rischiato il collasso sotto il sole. Ero paonazza, così rischio di perdere il mio aristocratico pallore! Ah il fatto che sia diluviato, grandinato e quant’altro era dovuto non solo alla visita di moma e Wiz ma anche dall’infallibile lavaggio delle finestre. Non sbaglio mai, meglio del meteo. Funziono, così come la sigaretta attirautobus di papà e la fetta di burro che cade immancabilmente dalla parte imburrata. Spazio all’innovazione: finalmente ho comprato il mio primo telefono edge (già, ora che tutti dispongono di umts!). Diciamo che sono una tecnologica cauta. E’ un Nokia che fonde lo stile del luna park con il discolook e si accende in ogni dove. Mi piacciono un sacco i tastini gommosi tipo Fruit Joy in cui le mie unghiettine sprofondano di gusto. Che altro di nuovo? Pilù si è decisa a mangiare il cibo per gatti, cosa che ha innescato un business-party nel mio cervello, vista l’impennata delle azioni dei gamberetti secchi, roba da spazzolare via Wall Street, il Mib ed il Mib30 in un colpo solo. Ho conversato con Lavanda che sta registrando delle inedite puntate di Sex and the Cici tra NY e il New Jersey, allenandosi per l’elezione di Miss Maglietta Bagnata in The World, con la scusa di giocare con i bambini in giardino… Dieci secondi di invidia.

 

 

postato da thegatta | 01:43 | commenti (18)

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