giovedì, aprile 28, 2005

Ecco arrivare i Barbapapà...
Credo esistano migliaia di variazioni nelle ninnananne old e new style canticchiate e smangiucchiate da genitori, nonni e nello specifico ordierno da zie gatte-matte mentre la piccola Bubish sfoderava le pagine migliori del suo dizionario (da 1 a 2 anni) con la today-word "pacallo" che sta per capelli, una sorta di neologismo collettivo maschile e singolare. Ho creato una poesia cantata per scarpa e piedino, gamba e calzino e sono riuscita a modificare perfino "nella vecchia fattoria" mentre lei mi dirigeva alla Muti con il ditino imperiosamente dondolante a disegnare "U" in stampatello per aria (potrebbe avere un futuro senza diatribe alla Scala...). Direi che ha già capito come vanno le cose a questo mondo perchè oltre all'universale "mamma", utilizza spedita "tato" "pappa" e "cacca". Con questi quattro concetti essenziali arriverà ovunque. "Cacca" in particolare lo ha spiegato a tutti i camerieri nel ristorante affacciato sulla laguna veneziana, proprio laddove c'è lo scombussolamento del Mose. Grazie ad uno scarso afflusso di clienti dovuto ad un ritardato inizio di stagione ed alla pressochè totale assenza di musica in sottofondo, la piccina ha illustrato in ogni maniera immaginabile che aveva espletato i suoi doveri di bambina, utilizzando (lo avremmo scoperto ben presto nella salle de bain) ogni sfruttabile ed assorbente angolino pannolato in suo possesso. Fortunatamente la tecnomamma ha agito con una solerzia determinante, mentre questo angioletto itinerante si confessava a gran voce trascinando il mio indice qua e là per la sala. E' stato un momento memorabile ed incredibilmente divertente... oggi era anche preoccupata per il mio computer che ha deciso di non collaborare con me. La parola scan disk le ha fatto il medesimo effetto del solletico sotto i piedi, si è sganasciata per delle ore mentre io brontolavo a voce bassa per evitare l'effetto eco della tatina. Incredibile quanto assorba....
Computer a parte, sono molto soddisfatta perchè mi sono arrivate due videocassette della Sveriges Television dove lavora Bo, l'equivalente svedese del Mengacci-Brosio-Carlucci-Sardella-GiuratoconMissItalia. Solo che lui, innamorato perso dell'Italia nonostante ci abbia vissuto per parecchio tempo, continua a tornare per raccontare cultura, tradizione ed enogastronomia in Solens Mat, la trasmissione dal titolo per me ancora misterioso. Ed oggi il mio appartamento risuonava di nordiche frasi gutturali con le vocali barrate, mescolate ai nostri dialetti ed alla soddisfazione di Bo che ha assaggiato qualsiasi buon piatto made in Italy a portata di forchetta. Credo che i miei vicini si siano rassegnati anche a questo, tutti tranne il cane Minnie che abbaia a perdifiato per ore e ore, fino a farsi cadere la coda. Oggi ho fatto il Sansone party a Mr Burns che ha lasciato il suo prezioso virile vello sul parquet, sulla sedia, sul lavandino, sul tappeto del bagno, sulla tshirt, sul tavolo del salotto e, per completare l'opera, dentro la doccia. Nonostante un addestramento da Ufficiale e Tonno Nostromo, il soggetto rifiuta di apprendere le regole base dello spargimento capelli durante e post tosatura. Non che non sia intelligente, ma non si applica, sembra svogliato, non sta attento alle lezioni e spesso porta i djs in classe. A volte, durante l'interrogazione, ha risposto appellandosi allo "shouein", una misteriosa formula sacra di cui solo lui conosce l'origine ed i poteri. Conclusione? Armata di aspirapolvere e canticchiandomi la colonna sonora di Ghostbuster ho gironzolato in modo sparso per la mia reggia bonsai finché non è arrivato uno stupido bambino vestito da calciatore della nazionale che gridava come un ossesso "Cabrini, Rossi Goal", ma quello era il post-spot. Ora non è più valido. Ma io avrò la molecola Lgf (o Lcf?) che fa bene a praticamente tutto? Beh, il sistema simpatico ce l'ho e non è di sicuro quello del mio TravelMate.
sabato, aprile 23, 2005
ED ECCO LO SPOT POST CON SONDAGGIO DIVERTENTE (ED INUTILE)
IN QUALE PUBBLICITA' VI TRASFERIRESTE?
Me lo chiedevo ieri pomeriggio mentre mi accorgevo che ora, la gatta priva di sky, preferisce di gran lunga gli spot ai programmi che propinano. In quel mentre passava di là la pubblicità del Mulino Bianco, vita bucolica ma forse troppo noiosa perchè lì sorridono tutto il tempo, mangiano biscottini deliziosi per colazione, a pranzo ed a cena ed usano i Grancereale al posto della dolce Euchessina. Abitano case sempre linde, in luoghi dalla vegetazione lussureggiante. Lì almeno, se dici una cazzata, non ti arriva di sorpresa Rita Levi Montalcini a dare sostegno vintage ad una ragazzina insopportabile e saccente. Tra l'altro sono curiosa di sapere chi le disegna gli abiti ottocenteschi che indossa. Il massimo comunque sarebbe potersi trasferire a seconda delle esigenze del momento. Se hai sete vai a picchiare Del Piero all'areoporto e dai una mazzata a quella stridula mentre fa ìì. Nel frattempo hai già sterminato qualsiasi piccola particella di sodio canterina ed hai ridacchiato alle spalle di quel pomposo con maglioncino azzurro sulle spalle che, tra l'altro, dispone del mio cane preferito, mentre quello splendido "bad dog" lo convince a sganciare con le buone la birra. Avete perso la saga del Padrino? Un appuntamento con John Cicci, Charlie Cicci, Frankie Cicci e tutti gli altri, ma trovate un nome convincente per la presentazione in famiglia. E poi andrei a sabotare le 4 stelline e le 4 paperelle con ribellione dei gatti (fratelli!!!) prima che ne lanci uno per cercare l'idiota di Diego che la sopporta dopo che si è fatta tutto lo spogliatoio al posto delle veline, letterine, schedine, caccoline. Voi ci avete creduto alla scusa del pennarello? In più pagherei il bestione extraterrestre per sfasciare l'auto di Linus, giusto per la soddisfazione di fare dei danni e vedere come ci rimane senza la Gasolina. E, per concludere, un giretto con Bisio deve essere proprio spassoso. Ah, avete notato che post è l’anagramma di spot?
mercoledì, aprile 20, 2005
Sono un semplice ed umile lavoratore nella vigna del Signore...
... e poi dicono che sono io che parlo sempre di vino....
venerdì, aprile 15, 2005
COLLIOWAYS
Il Castello di Spessa (www.paliwines.com) è bello, tenuto molto bene ed è probabilmente uno dei posti più matrimoniali che ho visitato. Bel parco, voliera con gufi in dolce attesa e museo di Casanova in preparazione. E’ tutto un lavorare per la preparazione di un 18 buche e di un centro benessere dove si farà l’uvaterapia, mi convince. Lì producono anche buon vino e le cantine sono davvero spettacolari. Ho fatto una foto della lunga scalinata scoscesa che porta giù giù giù e ancora giù. Mi sentivo molto Indiana Jones ma senza la frusta. Uscite dalla parte visitabile, negli appartamenti privati ci vive il signor Pali (come dargli torto…), abbiamo fatto un giretto nel parco ed incontrato due scoiattoli spiritosi. La giornata poi si è conclusa con una cena a base di formaggio (ce ne sono 120 tipiiiiii), prosciutto crudo tagliato a mano e cioccolata servita con salsine e gelatine varie… Il tutto innaffiato dal buon vino prodotto lì. Salite in camera abbiamo speso le poche forze a pianificare le visite dell’indomani e via a nanna. La mattina, dopo una sana colazione a base di frutta e yogurt, siamo partite per un altro giro di aziende. Schiopetto, Edy Keber, Specogna, Venica & Venica e, tanto per non farci mancare nulla, abbiamo visitato un mulino funzionante con sotto un mulino ad acqua che attende un giusto restauro, il Mulino Tuzzi segnalato anche da Slow Food. Voi non immaginate quanto sia vero il detto chi va al mulino si infarina. Io ero vestita, come spesso accade, tutta di nero… sono uscita che ero una nuvoletta ma avevo comprato dell’ottima farina per la polenta. Poi sono riuscita a spargerla, poca per fortuna, nel portabagagli dell’auto dell’unica donna al mondo che sostiene di aver visto una farfalla fare pipì. Ed anche il salumificio, con i suoi profumi, si chiama D’Osvaldo e se vi capita assaggiatelo sia nella versione crudo classica che affumicato. La sera è stata fantastica, trascorsa insieme ad un uomo affascinante ed alle sue collaboratrici, alias Roberto Felluga, figlio di Marco il fondatore dell’azienda omonima. Ci ha ospitate presso una casa-foresteria molto accogliente dove ha dormito anche uno dei re Emanuele. Era tutta per noi… ed abbiamo conversato e degustato amabilmente intorno al fogolar. Cena a Borgo Colmello che fa parte sempre dell’azienda e dove si mangia molto molto bene. Anche qui la conversazione con Roberto è stata oltremodo piacevole. Ha una figlia, ma non ho capito se è sposato… gli ho dato alcune dritte sui ristoranti veneti. Chissà che passi per di qua. Disinteressata al massimo. Aveva dei dubbi sul fatto che avremmo ritrovato da sole la strada per trovare il nostro alloggio. Invece ce l’abbiamo fatta agilmente ed il mattino dopo la ragazza che ci aveva assistite il giorno precedente ci ha tenuto compagnia durante la colazione e ci ha portato una bella magnum di vino in omaggio. Il panorama da quella casa sulla collina è mozzafiato, vigneti ovunque anche lì, intendo tornarci quando ci saranno i grappoli di uva matura…. Il resto alla terza parte…sì sì è l’ultima, potete tirare un respiro di sollievo…. Mi sento un po’ Tolkien.
sabato, aprile 09, 2005

Le avventure della gatta nel Collio Era da un po’ che progettavo di unire l’utile al delittuoso e finalmente ci ero riuscita, abilitando il soccorso technomamma che, durante la mia assenza, avrebbe aperto tutte le mail per individuarne l’urgenza ed avvertirmi. Quello che mi preoccupava maggiormente erano le consegne per Viaggi E Sapori, ma ero convinta che, con un po’ di fortuna, ce l’avrei fatta. Quindi ho preparato con una certa cura la valigia, rubando la Louis Vuitton a Mr Burns ed inserendoci anche un improbabile costume da bagno rosa (non si sa mai… il mondo pullula di piscine….magari evitando quelle open air a fine marzo….), portando anche tutti i perizomi di pizzo, una scorta per almeno quindici giorni. Riassumendo con calma, nei giorni precedenti alla mia partenza, avevo programmato un viaggio breve alla ricerca del buon vino. Dopo aver inviato all’incirca 350 mail ad altrettante aziende vitivinicole tra Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, avevo identificato due zone di mio interesse, sia per concentrazione di produttori che seguendo un po’ l’istinto: la Valpolicella veronese e il Collio Goriziano. Ciò che ha fatto crollare la cruna dell’ago, che ha fatto spiovere la grondaia, che ha fatto scapicollare il goniometro, ma sì, che ha fatto pendere l’ago della bilancia dalla parte del Collio è stata La Subida. Quel posto simil-Eden che spiavo in internet da almeno due anni buoni mi attraeva a tal punto da convincermi. Benissimo, a questo punto dovevo identificare almeno una decina di aziende, in modo da decifrarne la disponibilità alla visita di una giornalista particolarmente curiosa ad appassionata. Anche questo ha dato i suoi frutti in breve tempo ed il 29 maggio, carpita la studentessa di marketing turistico (che era anche l’unica libera da impegni e disposta a seguirmi all’avventura) sono partita. Il portabagagli era un fiorire di stivali, scarpe e borse che sarebbero stati più adatti ad un viaggio intercontinentale di almeno due mesi prevedendo qualsiasi condizione di tempo, dalla bufera al caldo torrido. L’abitacolo invece pullulava di scorte alimentari dolci e salate, cd, macchine fotografiche e pazze, cioè noi due. Io poi con addosso i nuovi occhiali firmatissimi Herrera, molto bianchi e molto Capri Anni 60. Siamo decollate (auto impennata causa bagagli…) quasi in orario, vale a dire orario previsto ore 9, partenza effettiva ore 10. E via: direzione Collio. Ero anche meno in coma del previsto, grazie alle 4 ore di sonno. Il fulcro logistico della nostra visita sarebbe stato Cormons, un paesino piccino tra le colline che, come avremmo scoperto più tardi, ha una statua di Massimiliano I° ovunque, almeno una per ogni volta che abbiamo sbagliato strada e siamo ripassate per quella piazza. Dopo una visita di tre ore circa in un’agenzia efficientissima che cura le pubbliche relazioni per qualsiasi cosa si muova e respiri in Friuli ma non solo, ci siamo soffermate al Giardinetto per il migliore toast della mia vita. Come ho saputo dopo, il Giardinetto di Cormons non solo si distingue per l’ottima cucina, è caffè e trattoria ed appartiene a due fratelli che fanno parte dei Giovani Ristoratori Europei e di cui uno è tra i cuochi che vanno dalla Clerici. Ti sei lavata le mani tesssoro? Ma il dato fondamentale è che i due hanno rappresentato il primo esempio dell’incredibile affabilità della gente del luogo. Uno dei fratelli ci ha disegnato la cartina per arrivare alla nostra prima meta: La Boatina. Uh, la Boatina… appena fuori dal paese… Pensate al posto più erboso, collinare, tranquillo, panoramoso, albifero e tramontoromanticheggiante, confortevole e rilassante e ci siete vicini. Appartiene alla Paliwines (www.paliwines.com) che gestisce anche il Castello di Spessa, ma del Castello parlerò nella seconda puntata. E lì, tataaaaaa, ci hanno ospitate lasciando a noi la scelta della camera. Si tratta di un agriturismo nuovo nuovo, una locanda di poche camere dove sotto c’è un piacevole focolare e delle tavole elegantemente “vestite” per degustare salumi, 120 tipi di formaggi internazionali, confetture e gelatine per abbinamenti originali e cioccolata del tipo più prelibato possibile ed immaginabile, italiana e d’importazione.
Alla Boatina, grazie al gestore e gran conoscitore enogastronomico Paolo, abbiamo scoperto che il prosciutto crudo locale di D’Osvaldo tira la gara per squisitezza al San Daniele e, tranquillamente, anche al Parma. Che esiste della cioccolata che sta divinamente con la ricotta e che i vini prodotti dalla Boatina ci si sposano molto bene. Rifocillarsi funziona insomma. Un’altra cosa a cui dovete prestare attenzione è che lì la tentazione di prendere una mountain bike e farsi un bel giro è enorme… ma anche quella di rotolarsi sul prato verde verde e di impigrirsi al balcone sono forti. Noi invece dovevamo continuare il nostro giro: destinazione Castello di Spessa. Eravamo attese da un parco spettacolare, da Casanova, da una coppia di gufi, dalle violette bianche e dalla prima degustazione della giornata. (continua)
martedì, aprile 05, 2005
Non appena ritrovo la testa che sta ancora tra le colline, vi racconto del Collio goriziano, di quanto sia splendido... intanto vi lascio un link di un posto da sogno, il mio paradiso in terra personale: www.lasubida.it
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